Se fossi altra sostanza mi reincarnerei completamente nelle strade americane di Miller.Rivivrei nelle frasi di Guccini, o potrei essere direttamente la “bionda senza averne l’aria” oppure “angoli di polvere di odori”. Si . vorrei essere l’angolo impolverato di Guccini perchè il mio valore sarebbe simbolico. Sarei l’angolo di polvere , e ascoltando guccini, IO sarei l’angolo di polvere , sarei quello che caratterizza l’ambiente così umano e così triste. rappresenterei in due parole la miseria umana. Quel angolo di polvere, che è abbandono, che è desolazione e vuoto, che è non presenza umana.
E cosa dire del vagabondaggio di Miller? Del suo vivere da barbone, E del suo andarne fiero, di dare la dimensione quasi sacra ad aspetti così squallidi della vita. Chi avrebbe il coraggio? Io no. E molti altri no. Perchè essere individualista anarchico richiederebbe un totale disprezzo, e chi potrebbe portare sulle proprie spalle un “peccato del genere”. Chi potrebbe essere così forte?
Sarebbe facile liquefarmi in Pessoa. Nella sua solitudine, stupefacente, incantevole e commovente fino alle lacrime.
Troverei una giustificazione ai miei pensieri. Sarei giustificata. perchè l’artista è l’artista. E’ la figura facile da tollerare. Si giustificano gli artisti ma non la gente comune con pensieri da artisti. Troppo rivoluzionaria. Troppe certezze superflue toccherebbe rivedere. E non sia mai che ci si liberi dal conformismo e si rialzi la testa dal fango in cui ce l’hanno immersa. La stranezza formalizzata va bene , perchè è definita.
“AVREI DOVUTO FARE IL PAGLIACCIO; MI AVREBBE PERMESSO LA PIU’ AMPIA GAMMA ESPRESSIVA…….LA GENTE MI AVREBBE APPREZZATO PERCHè NON AVREBBE CAPITO; MA AVREBBE ANCHE CAPITO CHE NON MI SI POTEVA CAPIRE .E QUESTO A DIR POCO SAREBBE STATO UN SOLLIEVO” Miller (saggie parole)

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