Tutto l’anno è una fuga disperata verso un immagine mentale…..l’attesa dell’autobus in piazza . Un giorno banale, fine lezione, pregando di non perdere il treno, ferma davanti al palo dove sono esposti gli orari dell’ 1/4. E’ lì che l’incontro avviene. Acquisico lentamente coscienza, fino ad annularmi e a diventare io stessa parte dei sapori autunnali. Travolta da un vortice di odori, che diventano giallo-arancio foglia, e si perdono tra i vari abiti delle bancarelle. E poi ci sono loro….gli altri….Diventano  corpi che implodono in materia liquida, tolgono il disturbo in punta di piedi. Il loro bisbiglio è solo ricordo di un racconto dell’800, dove nell’intimo salotto si suona il pianoforte.

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