Per fortuna Cannavaro. E Per fortuna “Chi”.
Personaggio e giornaletto considerati singolarmente sono spiazzanti. Se poi il personaggio rilascia un intervista sul giornaletto la miscela esplosiva è fatta.
Cannavaro che veniva consigliato da Moggi (….Moggi!!!) su come fare il piantagrane per lasciare l’inter e passare alla juve ( telefonata registrata). Si….Proprio quel Cannavaro espone sotto forma di parole pensieri vuoti “ Per il cinema italiano spero che Gomorra vinca l’oscar. Ma non penso che gioverà all’immagine dell’Italia nel mondo( ….) “.
Perfetto discepolo Berlusconiano, con un pizzico di presunzione e di cecità mentale, affronta temi di politica internazionale preoccupandosi dell’ “immagine “ e non d’altro.
Leggendo l’intervista si ha la sensazione di seguire il ragionamento non di un essere razionale con un certo background culturale (quanto meno medio) ma di un organismo monocellulare.
Il cinema non è “ immagine” perché vi è uno schermo con delle figure parlanti.
Il cinema è anche strumento di denuncie sociali. Non fine a se stesso ma capace di smuovere coscienze passando attraverso i fili dell’emozione.

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