E’ veramente una sorte atroce e beffarda quella che coglie in questo momento l’ amato/odiato Bel paese, una nazione che qualche secolo fa aveva fatto della sua diversità culturale una bandiera da portare alta ed in modo orgoglioso.
Sembra che questi principi che hanno reso “grande” la cultura italica, siano ora completamente dimenticati ed abbandonati alle volontà vendicative di persone cieche ed ignoranti impossibilitate nella comprensione della società da loro stessi creata.
La profonda ignoranza culturale che in questo periodo pervade la popolazione italiana rende le persone cieche davanti all’immigrazione che, se ben regolamentata e gestita, può essere vista come una risorsa preziosa per il nostro paese.
Come sempre in queste occasioni c’è da rifarsi alla storia del nostro territorio, da sempre un crocevia di razze e culture diverse che hanno contribuito a plasmare quelle che sono le caratteristiche culturali ed identificative del popolo italiano.
Proprio questo incrocio di conoscenze diverse è stato l’artefice di una popolazione illuminata che nel periodo rinascimentale ha risvegliato la cultura, la scienza e l’arte in tutto il territorio europeo attirando menti e cervelli da tutte le nazioni verso la nostra penisola.
Evidentemente queste semplici nozioni di storia stanno sfuggendo ai piani di innovazione del ministero dell’istruzione visto che nessuno sembra più ricordarsene.
Bene quindi a classi di alunni delle scuole elementari e medie dove la presenza dello straniero è limitata ad un 35% come se si trattasse di un virus da tenere sotto controllo.
“Una classe con troppi stranieri limiterebbe l’apprendimento dei ragazzi italiani” questa la versione ufficiale di coloro i quali hanno avuto la brillante idea….. meglio relegare il diverso e lo straniero in aule differenti dove allevare le loro menti alla cultura dello schiavismo e del lavoro senza diritti, in fondo è questo quello che vuole questo governo.
Ecco quindi la spirale del titolo del post, una spirale di odio, violenza e razzismo che andrebbe interrotta ma che invece è continuamente alimentata da delle decisioni politiche inqualificabili.
Immaginate una scuola elementare dove la presenza dell’immigrato, odio profondamente questa parole in quanto ormai sinonimo di disprezzo, sia limitata al 35% nella aule di quelli che la società considera i nuovi virgulti italiani.
Il bambino, non ancora in grado di discernere il bene ed il male ma già perfettamente in grado di giudicare con insolita ferocia, vedrà inesorabilmente degli individui da cui tenersi a debita distanza, degli esseri da distaccare e trattare con disprezzo.
Generalmente in questi casi il compito educativo è appannaggio degli insegnanti e della famiglia ma purtroppo per noi in Italia abbiamo insegnanti poco preparati da questo punto di vista e famiglie fortemente predisposte al razzismo specialmente nelle zone dove queste presunte “belle idee” fioriscono ogni giorno.
Cercare l’integrazione con queste popolazioni evidentemente è uno sforzo mentale e culturale troppo grande per coloro che vorrebbero vedere l’immigrato lavorare nella “fabbrichetta” di famiglia senza diritti ma solo con tre doveri: accontentarsi di un basso salario, lavorare e rimane a debita distanza dalla nostra società idealmente perfetta.
Questo è inaccettabile in un paese che si dichiara evoluto e civilizzato……ultimamente ho dei seri dubbi su entrambe le definizioni.
Ecco che in questa fase di non educazione al rispetto abbiamo la formazione del razzista, in realtà possiamo, secondo il mio modesto parere, identificare ben tre tipi diversi di individui in questa categoria:
1. Il razzista puro: è colui che, ispirato da Calderoli, considera diverso l’essere umano che non proviene dalla padania, una sorta di arianesimo “de no altri”. Questa personalità tende ad escludere qualsiasi rapporto con esseri di “razza” diversa e predica l’intolleranza anche verso gli appartenenti alla propria nazione purché al di sotto del Po’.
2. Il razzista tollerante: questo tipo di razzista si nasconde dietro alla frase “a me non importa se vengono qua l’importante è che io non abbia a che fare con loro”, questa categoria è forse più spregevole della prima perché si nasconde dietro a un velo di apparente indifferenza verso il problema dell’immigrazione ma, alla prima occasione, lo si può trovare sulle bancarelle dei cinesi a sfruttare l’occasione di acquistare abiti a prezzo stracciato non curandosi della modalità di confezionamento dei capi evidentemente creati sfruttando persone più deboli.
3. Il razzista occasionale: in questa sottospecie il sentimento razzista si manifesta in caso di grandi avvenimenti o fatti di cronaca che risollevano il problema dell’immigrazione, lo si può vedere inveire in piazza contro qualsiasi nazionalità, diversa dalla sua, intenta a camminare tranquillamente sul suolo patrio.
Tutte queste specie diverse hanno in comune una profonda stupidità e una altrettanto preoccupante forma di “deficienza culturale”.
Lo schermo televisivo è il loro solo ed unico punto di riferimento e sono facile preda dei governi i quali, sfruttando le loro ridotte capacità di capire il tempo in cui vivono, li manipolano a piacimento.
Prendiamo il recente fatto di cronaca di Guidonia, immigrati che prima picchiano il ragazzo e poi stuprano la ragazza.
Le azioni commesse vanno condannate senza mezzi termini, senza sconti di pena o favori di tipo legale, i responsabili devono pagare per intero la loro pena; personalmente ritengo quelle persone non degne dell’appellativo di essere umano.
Quello che però lasci sconcertati è la reazione della popolazione locale e nazionale, lo scatenarsi di una specie di caccia alle streghe con folle pronte ad aggredire i colpevoli appena fuori da una caserma delle forze dell’ordine.
Possibile che non si riesca a capire che le “streghe” sono anche a casa nostra o forse presi dalla foga della ricerca di un capro espiatorio dimentichiamo i fatti del 31 Dicembre quando un ragazzo italiano, dopo un’intervista televisiva dove raccomandava ai suoi coetanei e compatrioti di non “fare cazzate”, si dilettava con uno stupro? “No, questo è un caso diverso” dirà qualcuno ” il povero giovane aveva bevuto, il ragazzo è scusato e poi una cazzata la si perdona a tutti” e no, mi dispiace, qui non si parla si semplici cazzate ma di questioni che segnano per sempre la vita di un altro individuo ma si sa lui è italiano e quindi ignorato dai media e, felice di un procedimento penale che lo porterà ad ottenere una pena infima ed inutile, sarà gettato nel dimenticatoio nell’arco di due o tre mesi.
Questa forma, tutta italica, di amnesia fa si che giovani ragazzi, poco più che maggiorenni, abbiano appiccato il fuoco su di un indiano di 35 anni giusto per provare emozioni forti, potevano provare sulle loro membra sicuramente le emozioni sarebbero state più intense.
Bene, volete la mia verità su questa società italiana dalla quale sto sempre più prendo le distanze?
Tutto si riassume in poche parole :CERTEZZA DELLA PENA.
Il delinquente in Italia è tutelato dagli stessi politici che, pur di salvare le loro flaccide chiappe da mafiosi e delinquenti (e non faccio esclusione per nessuna fazione, destra o sinistra che sia), si permettono di abbassare le pene per i reati di tipo finanziario.
Sarebbe leggermente troppo sospetto però decurtare le pene solo per questo tipo di reati quindi facciamo una bella riforma generale, togliamo la passibilità di entrare in prigione per i cosiddetti reati minori.
Peccato che i reati minori comprendano anche stupri, reati di pedofilia, furti ed addirittura omicidi se svolti in particolari condizioni e magari da soggetti incensurati.
I giudici e le forze dell’ordine, dal canto loro, hanno le mani legate da leggi ingiuste costruite in modo perfetto intorno agli individui da proteggere senza considerare gli effetti collaterali delle stesse.
Meglio quindi cacciare l’immigrato che ha commesso un reato con un inutile foglio di via che non verrà mai rispettato piuttosto che modificare le leggi che salvano il fondoschiena di quelli che siedono nelle dorate poltrone di camera e senato.
Quindi cari italiani per un attimo mi sento in grado di dare un consiglio a tutti voi, smettete di dimostrare tutta la volta ignoranza verso coloro che hanno sbagliato ma in più hanno la colpa di essere stranieri, scendete piuttosto in piazza per esigere le teste di coloro( leggi politici) che da sempre rendono le strade meno sicure per salvaguardare il loro prestigio personali ed i loro sporchi e luridi interessi.
In questi casi citando Gaber: Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono…

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