Dovrei appuntarmi le mie passioni.
Troppo facilmente vengo coinvolta in passioni che non ho che non sento ma che seguo.
Sul muro della mia stanza ci sono scritte in matita, di poesia, di frasi da non dimenticare
Si! Sono viva. Non come materia, ma come segno grafico che mi completa.
Sono un sogno? Il Creatore ci divora come agnello a Pasqua.                                  E penso.” Crudele la sorte delle bestioline”. Ma dopo ci ripenso “ anche io sarò sgozzata, per quale esigenza? A chi manca un anima? A chi manca della carne?”.
Sul volto avrò delle rughe. Ma dovrò trovare un rimedio. Anima, energia e porre l’energia a servizio dell’ideale. E poi la mano sporca di ideologia me la strofinerò sul volto per risucchiare le rughe.
Potrei divenire un intellettuale, Si….Ecco….Questa sarà la mia ideologia per rifugiarmi nella mente e lasciare in pace i solchi di matita sul volto anziano.
L’indifferenziato: ecco la mia dimensione. Staccarsi dal caos e darmi una forma è l’insensibilità che ho verso me stessa. Impara a rispettarti, sciocchina! Ogni gesto ogni scelta ogni….ogni….si “ogni” quel qualcosa di definibile mi logora mi estenua. L’infermiera mi urla “dai spingi spingi”. Ma io non voglio: dovrei abortire in tempo ogni azione prima che mi incastri e si metta in motto. Sospesa senza forma. Come si può sopravvivere in una società che non ti riconosce il diritto all’ indefinitezza.
Caos. Caos. Caos.

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