La storia moderna dei drammi umani ha sempre inizio con un megalomane dalle indubbie capacità oratorie che ricerca nel fanatismo della folla un riscatto personale.
I grandi dittatori sono accomunati da un infanzia turbolenta che, non favorendo lo sviluppo di sentimenti quali la compassione, li rende spietati.

Per una breve analisi psicoanalitica di Hitler , Mussolini e del nostro Premier potete cliccare qui:  Berlusconi e il disturbo vincente. Intervista allo psichiatra Luigi Cancrini

Per capire i meccanismi che non favoriscono lo sviluppo di sentimenti caritatevoli potete cliccare qui: La psiche di Hitler

Un alto soggetto politico che manca di pietà è la Lega. Il disturbo dei Padani doc non ha probabilmente origine nell’infanzia ,essendo piuttosto un problema fisiologico : impegnati ad “averlo sempre duro” il sangue non ha mai avuto la possibilità di circolare nel cervello.(!) Poverini! C’e’ da capirli!

Ovvio che infanzia, megalomania e spietatezza considerati nella loro singolarità non producono catastrofi umane.
La frittata è fatta quando i soggetti sopraccitati ,quatti quatti, s’affacciano sul panorama politico, riescono ad ottenere la maggioranza politica e placano la loro sete di potere legiferando in nome del “popolo”.

Il pensiero di Umberto Eco in merito al “popolo” ,che ho riportato nel mio penultimo post, è illuminante :

Componimento in pseudo versi in Materia di Pseudo Sicurezza Celodurista

Il gruppo di cittadini componenti la maggioranza si tramuta in “popolo” nel momento in cui aderisce in maniera acritica a decisioni imposte dall’Alto.La storia insegna molto: chi ricorre all’espediente della “volontà popolare insindacabile” lo fa nell’intento di delegittimare la controparte. Se fossimo in una sana democrazia questa sarebbe un’anomalia; se fossimo in un Paese con coscienza critica verso le proprie vicende storiche, l’anomalia non si creerebbe tanto facilmente.

Il Popolo dalla memoria corta avrà sicuramente quella caratteristica che la Politkovskaja attribuisce ai Russi : “servilismo congenito”.

Il pensiero dell’Italia mediocre non considera affatto un’ umiliazione la servitù  purché sorretta da nobili motivi:
• Votare un Partito che invoca Libertà ,salvo poi considerare “facinorosi” chi non la pensa come loro
• Votare per un leader che difende la necessità della propria ipocrisia, dividendosi tra “family-day” e Harem.
• Votare per una coalizione talmente sensibile alle capacità intellettive del popolo che ,pur di non stravolgergli la vita, adopera argomenti politici scritti dai tronisti di “Uomini e Donne”

“ …Insieme a un grandissimo allargamento della Democrazia,divenuta per la prima volta una democrazia per i poveri ,per il Popolo”. Se credete che vi ho riportato la frase di un comizio leghista, nulla di più sbagliato. E’ quello ”sporco comunista “del Signor Lenin che parla così in “Stato e Rivoluzione”.
Vediamo la continuazione del discorso: “…e non una democrazia per i ricchi, la dittatura del proletariato apporta una serie di restrizioni alla libertà degli oppressori ,degli sfruttatori,dei capitalisti [….]Democrazia per l’immensa maggioranza del popolo e repressione con la forza,vale a dire esclusione della democrazia per gli sfruttatori,gli oppressori del popolo [….]”.

Dunque, come si può notare, la repressione verso quella che viene considerata una minoranza non è un male, purchè ci sia maggiore libertà per il “popolo”.

La Lega ovviamente non fa riferimento alla “dittatura del proletariato” ,ma ha più volte mostrato la propria noncuranza verso diritti fondamentali dei più deboli come,per citarne uno, il diritto d’asilo.

La Lega non ha mai parlato di repressione con la forza ma nel contempo preoccupa il silenzio della stessa verso chi commette atti violenti di razzismo.
Inoltre, gli stessi componenti del Partito del nord non brillano in quanto a rispetto verso il “diverso” . E se non sono loro in prima persona protagonisti di bizzarre situazioni,difendono chi lo è. Un esempio: Bossi difende Matteo Salvini e la sua canzonetta da osteria. Cliccate qui

Salvini e il coro contro i napoletani
Pd: «Si dimetta». Ma Bossi lo difende

L’articolo 1 della costituzione Italiana dice ” la sovranità appartiene al popolo,che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.   A mio avviso, gli aspetti da considerare sono due.                                                                                      L’azione popolare circoscritta all’interno di determinate “forme” e “limiti” vuole evitare che si verifichi una “dittatura della maggioranza”. Vi sono diritti inalienabili che non possono essere lasciati in balia degli istinti popolari ;vi sono diritti che non possono essere violati perchè un gruppo numericamente maggioritario lo decide. Se così fosse, non vivremo più in uno Stato equo, ma in una forma di governo in cui vige la “legge del più forte”.

Altro punto fondamentale: se l’articolo 1 venisse applicato ala lettera non si verificherebbero fenomeni quali l’antiberlusconismo;non ci sarebbe nessun motivo per disconoscere una forza politica nel momento in qui essa garantisce  a tutti,elettori e non, i diritti costituzionali.

Ovvio che questo non viene fatto. Coloro che non hanno votato per il governo in carica si vedono annullati qualsiasi volontà politica. Infatti, nel momento in cui si ricorre al voto di fiducia” pur di mantenere le promesse fatte agli elettori”,si ghettizza senza mezze misure chi non è stato sostenitore politico del Governo.

Se anche in Italia i giornalisti avessero il brutto vizio di fare domande come in America (cit. Marco Travaglio) avrebbero tante occasioni per farle : “ Signor Bossi lei sai cosa dice la Costituzione Italiana in merito alla sovranità del Popolo? Se si , riferendosi nei suoi discorsi al Popolo come fonte di potere illimitato, intende disconoscere la costituzione?”.

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