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Osimo, padre accoltella la figlia perchè si fidanza con un albanese.

La vicenda di cronaca non ha dell’incredibile: è una storia di disperazione e di razzismo. La disperazione di un padre stanco di dover supportare(o di aver supportato) una figlia con un bambino senza padre. Il razzismo di un uomo che crede di poter risolvere i suoi problemi famigliari eliminando l’albanese di turno dalla sua vita. Quante giovani donne in Italia vengono abbandonate dopo la nascita di un bambino? Non mi sembra che questi codardi (non saprei come definirli diversamente) abbiano tutti la patente dell’albanesità. Ovviamente, come detto in altre occasioni, luoghi comuni, mass-media, campagne d’odio portano ad associare il marcio della società unicamente con lo straniero.

Le Marche, se vogliamo proprio fare un discorso in generale, ed in particolare la zona in cui è avvenuta l’aggressione verso la giovane donna, non sono immuni dal razzismo. Il caso di cronaca in questione è ovviamente un caso estremo, ma piccoli episodi di xenofobia materializzati nella forma di disprezzo verso lo straniero sono diffusi. E diffusi sono anche (in misura minore) le storie di relazioni “miste” che i genitori del ragazz* italian* non approvano,unicamente per l’origine del partner.

Vi avevo un pò ti tempo fa raccontato la mia personale “avventura” al ristorante,seduta vicino a un individuo poco degno di nota proprio nelle vicinanze di Osimo : “un albanese” al tavolo affianco.

Tornando al discorso dei mass-media e mezzi d’informazione quello che subito m’è balzato agli occhi, cosa che ovviamente ho notato in più occasioni, è la mancanza del termine “ragazz*” prima dell’aggettivo di nazionalità. In questo modo, il protagonista di storie di cronaca tramite le penne e grazie alle penne dei giornalisti perde la sua connotazione umana, diventando l’altro, l’albanese e nulla più. L’utilizzo delle parole che i giornalisti fanno è importante, in quanto le parole non sono dadi lanciati al loro destino, ma nascondono concetti. Per poter trasmettere concetti in maniera corretta è necessario scriverli in maniera corretta. Se nell’analisi della realtà partiamo con il dire che” l’albanese” in questione è un essere umano in primis, e poi un individuo che proviene dall’Albania, il giudizio critico dato agli avvenimenti sarebbe senz’altro equilibrato dall’empatia e dalla comprensione.

Quando ero piccola e le maestra raccontava della shoa, io mi chiedevo come fosse possibile che un uomo,un animale dotato di razionalità, potesse arrivare a tanto? Poi ho capito: identificare l’altro con il nemico, con un simbolo che ci convincono esserci ostile è l’escamotage mentale che funziona, che abbatte quella razionalità che ancora conserviamo( ne è rimasta molta poca in realtà).

Per ultimo ipotizzo/descrivo come la società mediatica e politica ha interpretato o possa interpretare questo episodio.

Non so se il Tg1 della sera in cui è avvenuta l’aggressione abbia trasmesso la notizia, purtroppo non sono riuscita a vederlo per intero, di sicuro non era tra le prime notizie. Immaginatevi se fosse stato il padre islamico il colpevole e non l’uomo napoletano : ” fondamentalista islamico aggredisce la figlia perchè fidanzata con un Italiano” . L’accento del servizio televisivo sarebbe caduto sui musulmani che proprio non voglio integrarsi.

Altra ipotesi: la Lega, data l’origine napoletana della famiglia, potrebbe esclamare : “l’abbiamo sempre detto noi che i terroni puzzano e sono una razza inferiore ” . E tutte queste affermazioni mentre Savini in sottofondo canta la sua canzoncina preferita: Matteo Savini, parlamentare Lega Nord, ubriaco canta cori razzisti.

Bruno Vespa nel suo teatrino ci dirà che vuoi per un motivo (padre islamico esaltato) vuoi per un altro (padre napoletano esaltato) le relazioni bastarde (quelle insomma non tra gente di razza pura) non funzionano.

E tanti altri ed eventuali casi di rigiramento della frittata senza che nessuno parli di deriva razzista, senza che nessuno metta sul banco degli imputati gli “imprenditori del razzismo”*.

*Per ulteriori spiegazione sugli “imprenditori del razzismo” potete leggere il mio precedente post : Futuro sporco.

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