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A che gioco vogliono farci giocare?
Io me lo chiedo spesso.
Noi che siamo i criminalizzati quale parte dobbiamo giocare.

Siamo come oggetti colti dal degrado della vecchiaia. Qualunque sistemazione non è mai idonea. Non lo è nel lungo periodo. Prendiamo polvere. Con il panno umido fradicio di retorica i Governi che s’alternano ci rispolverano, come manichini inermi ci truccano, ci pettinano e ci mettono in bella mostra.

Siamo la preda perfetta. Un bottino da guerra elettorale. Siamo bambole di cera che con occhi spalancati osservano il teatro grottesco della politica italiana. Muti.Abbiamo voce soffocata dal vomito del fanatismo di Stato.

Il fanatismo nato dalle migliori intenzioni: “la cura al razzismo è Maroni”.Possiamo sempre consolarci. Siamo castigati per troppa bontà di Stato.Nulla di personale,insomma.
Aiutano la nostra integrazione con la criminalizzazione.E se nemmeno questo ci consolasse, dobbiamo pensare che loro lo fanno per il loro “popolo”.

L’indifeso popolo italiano ha scelto la maschera del giustiziere: “noi italiani siamo buoni ma non fateci incazzare, se no diventiamo razzisti”.
Eccolo! Il vizietto dell’italiano mediocre: confondere se stesso con le Istituzioni Statali.

Lo straniero non ha bisogno della bontà del “noi italiani“. Non trema di paura se gli Italiani s’incazzano. Ha bisogno di rappresentazione politica. Di diritti garantiti.

La Politica, quella fatta di norme tra i banchi del parlamento, è mai stata buonista?
La storiella del buonismo è stata la strategia per approvare norme da bluff.
L’Italia ha rinunciato al buonismo di Stato prima di provarci.

A che gioco vogliamo giocare?
Ora che il nemico clandestino è rimasto intrappolato tra le tele del cattivismo, come vorranno usarci?

l’immigrato regolare dai troppi diritti: ecco il nuovo abito da farci indossare.
Lo sa bene l’assessore leghista della giunta regionale Lombarda,Davide Boni.

Qui potete leggere la notizia:

Davide Boni fa richiesta come tranviere in Atm dopo l’accoglimento del ricorso del ragazzo marocchino

Atm: ragazzo marocchino fa un ricorso contro il regio decreto del 1931 che gli vieta l’assunzione

Il leghista fa le ripicche.
Lui,marocchino,elettricista qualificato ha osato farsi assumere dall’Atm,perché io no,cosa ho io che non va,avrà pensato.

Sorvolando sul fatto che in Italia le norme del 1931 non sono state ancora sostituite con altre al passo con i tempi,puntualizziamo alcuni concetti.

Essere “discriminati” per l’età non è una discriminazione, nel vero senso della parola.
In primis l’età non è un fattore relativo a  una sola parte della popolazione e ,dunque, per definizione non può essere discriminante.
Poi, nel momento in cui viene “discriminato” qualcuno in base all’età ovviamente non vi può essere nessuna cattiveria. Vi è solo la necessità di assumere lavoratori che possano sopportare la stanchezza o la fatica fisica.

Lo so che voi siete leghisti e ce l’avete sempre duro, ma noi altri umani iniziamo a sentire qualche acciacco dopo una certa età.

Si può contestare il limite d’età imposto per l’assunzione di determinati lavori ritenendolo ingiusto, ma di sicuro non lo si può ritenete “discriminante”.

E’ invece discriminante essere idonei a una determinata mansione,ma non essere assunti perché stranieri.

Nel loro calderone di ideologia pressappochista i Leghisti tentando di mescolare tutto.
E di farci sentire sempre più soli.

Le Istituzioni statali non hanno né tempo né voglia di occuparsi di noi. Siamo il gregge di pecore che viene lasciato pascolare per procurarsi del cibo,nulla di più.

Le Istituzioni giuridiche tentano di applicare alle varie controversie principi di equità. Ma a quanto parte i leghisti non si accontentano di tenere ostaggio un intero Governo, vorrebbero ora essere loro stessi Giudici.

I messaggi subliminali (ma non tanto) sono chiari: La Lega proprio non ci vuole. Clandestini o non l’unico ruolo che possiamo svolgere nella Società Italiana è essere oggetto dell’ ideologia da inizio novecento della Lega.

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La politica dei sempliciotti gode di ottima salute, curata con ufficio stampa e spot televisivi detti tiggì.
L’apparato industriale in tempo di guerra funziona unicamente per produrre armi,sacrificando gli altri bisogni di cui il popolo necessita; allo stesso modo la stampa nostrana sforna articoli o servizi per coprire,sminuire, ingigantire se fa comodo, le gaffe dei nostri Onorevoli. La parola chiave di una certa Stampa è “emozionare”, tralasciando implicazioni con i Fatti. Informare, con la I maiuscola ,è superfluo.

Giornalisti e uomini di Destra non reputano necessario usare il raziocinio nell’analisi della realtà. D’altronde, le gocce di sudore necessarie a fare politica, o a fare il proprio lavoro dignitosamente, in Italia non sono poi così richieste. E’ necessario individuare le parole con le quali demonizzare il capro espiatorio del momento e usarle a mò di prezzemolo; sfruttare il maschilismo imperante e dar sempre di sé la figura del latin lover; farsi forte con i deboli , mentre si emanano leggi che proteggono i prepotenti.

La vasta gamma di vocaboli di cui gode la lingua italiana non è ,tuttavia ,sufficiente.
Si ricorre a servizi televisivi strappalacrime e melodrammatici, nella speranza di indurre il telespettatore a sentirsi vittima del caos mondiale. E l’uomo spaventato ,si sa, diventa sciocco.
Si ricorre ad articoli che tocchino le corde emotive del lettore. Spesso centrano l’obiettivo, altre volte le uniche corde che toccano sono quelle dell’Indignazione.

Ad avere un minimo di senso critico ci si indigna a leggere questo articolo :

Una giornata con il leghista Salvini. La politica secondo Matteo

La Lega sa bene che i voti del meridione contano.Per ottenerli ha dovuto congegnarsi. Dal cappello magico dell’alleanza con Berlusconi è riuscita a unire l’Italia contro il nemico straniero.
Nel frattempo, ha reso latente l’ anti-meridionalismo per cui è nata,confinandolo nei propri comizi.

Ciò che è latente diventa manifesto prima o poi, e in questo caso si ricorre alla stampa Berlusconiana, sempre pronta a soccorrere in aiuto del compagno di Governo.

L’articolo di Carmelo Abbate ovviamente è una pillola per addolcire il sapore amaro che lascia in bocca il seguente video:

Salvini coro contro i napoletani

Matteo Salvini lo vidi per la prima volta a “Tetris“ (LA7). La tentazione di considerarlo un politico quantomeno ragionevole è forte. Devo ammetterlo la sua estetica da “bravo ragazzo “ confonde per chi non conosce i retroscena del suo agire politico.
Oddio! “Retroscena” è una parola grossa.
E’ vero Salvini è un “politico non qualunque”.
E’ vero le sue proposte fanno discutere. Non per l’originalità,ahinoi!, quanto piuttosto per la mancanza di essa.

“Un popolo affamato fa la Rivoluzion”, cantava Rita Pavone. Quello che è sicuro è che in Italia la Rivoluzione non si farà mai. Non per mancanza di coraggio, ma per semplice menefreghismo. Tuttavia in mancanza di rivoluzione, abbiamo dei rivoluzionari, come Matteo Salvini. O meglio, vorrebbero farci credere che sotto l’aria acqua e sapone si nasconda un piccolo rivoluzionario.

Un Robin Hood che pensa di risolvere i conflitti inter-culturali adottando misure sconfitte dalla Storia, come selezionare l’utenza dei mezzi di trasporto in base all’origine etnica.

La viscerale passione per la politica di Salvini nessuno la mette in dubbio. Tuttavia, qualcuno dovrebbe informarlo che non è sufficiente propinare l’ideologia vecchia di inizio novecento ai contemporanei per essere un politico degno di nota. Ne tanto meno essere tifosi del Milan è un merito politico. E non lo è avere una “carriera universitaria sfortuna”. Non dovrebbe. Ma se pensiamo che la maggioranza degli studenti Italiani concludono gli studi in avanzata età, si verifica un fenomeno di empatia tra Salvini e il suo “popolo”.

La trincea politica dell’ On.Salvini io la rispetto. Tuttavia, qualcuno dovrebbe ricordargli che essendo parte del Parlamento, rappresenta il popolo italiano e non i Milanesi.

“Quando non è al parlamento europeo è qui , fra la sua gente. Probabilmente li conosce tutti (o quasi) per nome e cognome “. Immagine idilliaca, sembra una descrizione tratta dalla Bibbia. Uno di quei racconti in cui Gesù appare in tutta la sua misericordia verso i deboli e gli affamati.

Matteo Salvini non può essere un fanatico, come molti pensano. Abbate infatti ci illumina sui suoi gusti letterari e musicali, tendenti a sinistra. Uno che legge Giorgio Bocca e che ascolta l’anarchico De Andrè non può essere quel “fascistone” che molti credono.

Ovviamente,l’articolo si conclude con la citazione dei cavalli di battaglia della Lega: sicurezza,immigrazione,lavoro.
Come a dire, Matteo Salvini avrà anche cantato quei cori contro i napoletani ( e non contro i tifosi napoletani,come afferma Abbate), ma ricordate la criminalizzazione dello straniero che ha messo in scena lui e il suo partito per il suo “Popolo”.

Chi non avesse letto la mia opinione in merito al “popolo” può cliccare qui : Politica italiana,tra Populismo e Megalomania.

La storia moderna dei drammi umani ha sempre inizio con un megalomane dalle indubbie capacità oratorie che ricerca nel fanatismo della folla un riscatto personale.
I grandi dittatori sono accomunati da un infanzia turbolenta che, non favorendo lo sviluppo di sentimenti quali la compassione, li rende spietati.

Per una breve analisi psicoanalitica di Hitler , Mussolini e del nostro Premier potete cliccare qui:  Berlusconi e il disturbo vincente. Intervista allo psichiatra Luigi Cancrini

Per capire i meccanismi che non favoriscono lo sviluppo di sentimenti caritatevoli potete cliccare qui: La psiche di Hitler

Un alto soggetto politico che manca di pietà è la Lega. Il disturbo dei Padani doc non ha probabilmente origine nell’infanzia ,essendo piuttosto un problema fisiologico : impegnati ad “averlo sempre duro” il sangue non ha mai avuto la possibilità di circolare nel cervello.(!) Poverini! C’e’ da capirli!

Ovvio che infanzia, megalomania e spietatezza considerati nella loro singolarità non producono catastrofi umane.
La frittata è fatta quando i soggetti sopraccitati ,quatti quatti, s’affacciano sul panorama politico, riescono ad ottenere la maggioranza politica e placano la loro sete di potere legiferando in nome del “popolo”.

Il pensiero di Umberto Eco in merito al “popolo” ,che ho riportato nel mio penultimo post, è illuminante :

Componimento in pseudo versi in Materia di Pseudo Sicurezza Celodurista

Il gruppo di cittadini componenti la maggioranza si tramuta in “popolo” nel momento in cui aderisce in maniera acritica a decisioni imposte dall’Alto.La storia insegna molto: chi ricorre all’espediente della “volontà popolare insindacabile” lo fa nell’intento di delegittimare la controparte. Se fossimo in una sana democrazia questa sarebbe un’anomalia; se fossimo in un Paese con coscienza critica verso le proprie vicende storiche, l’anomalia non si creerebbe tanto facilmente.

Il Popolo dalla memoria corta avrà sicuramente quella caratteristica che la Politkovskaja attribuisce ai Russi : “servilismo congenito”.

Il pensiero dell’Italia mediocre non considera affatto un’ umiliazione la servitù  purché sorretta da nobili motivi:
• Votare un Partito che invoca Libertà ,salvo poi considerare “facinorosi” chi non la pensa come loro
• Votare per un leader che difende la necessità della propria ipocrisia, dividendosi tra “family-day” e Harem.
• Votare per una coalizione talmente sensibile alle capacità intellettive del popolo che ,pur di non stravolgergli la vita, adopera argomenti politici scritti dai tronisti di “Uomini e Donne”

“ …Insieme a un grandissimo allargamento della Democrazia,divenuta per la prima volta una democrazia per i poveri ,per il Popolo”. Se credete che vi ho riportato la frase di un comizio leghista, nulla di più sbagliato. E’ quello ”sporco comunista “del Signor Lenin che parla così in “Stato e Rivoluzione”.
Vediamo la continuazione del discorso: “…e non una democrazia per i ricchi, la dittatura del proletariato apporta una serie di restrizioni alla libertà degli oppressori ,degli sfruttatori,dei capitalisti [….]Democrazia per l’immensa maggioranza del popolo e repressione con la forza,vale a dire esclusione della democrazia per gli sfruttatori,gli oppressori del popolo [….]”.

Dunque, come si può notare, la repressione verso quella che viene considerata una minoranza non è un male, purchè ci sia maggiore libertà per il “popolo”.

La Lega ovviamente non fa riferimento alla “dittatura del proletariato” ,ma ha più volte mostrato la propria noncuranza verso diritti fondamentali dei più deboli come,per citarne uno, il diritto d’asilo.

La Lega non ha mai parlato di repressione con la forza ma nel contempo preoccupa il silenzio della stessa verso chi commette atti violenti di razzismo.
Inoltre, gli stessi componenti del Partito del nord non brillano in quanto a rispetto verso il “diverso” . E se non sono loro in prima persona protagonisti di bizzarre situazioni,difendono chi lo è. Un esempio: Bossi difende Matteo Salvini e la sua canzonetta da osteria. Cliccate qui

Salvini e il coro contro i napoletani
Pd: «Si dimetta». Ma Bossi lo difende

L’articolo 1 della costituzione Italiana dice ” la sovranità appartiene al popolo,che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.   A mio avviso, gli aspetti da considerare sono due.                                                                                      L’azione popolare circoscritta all’interno di determinate “forme” e “limiti” vuole evitare che si verifichi una “dittatura della maggioranza”. Vi sono diritti inalienabili che non possono essere lasciati in balia degli istinti popolari ;vi sono diritti che non possono essere violati perchè un gruppo numericamente maggioritario lo decide. Se così fosse, non vivremo più in uno Stato equo, ma in una forma di governo in cui vige la “legge del più forte”.

Altro punto fondamentale: se l’articolo 1 venisse applicato ala lettera non si verificherebbero fenomeni quali l’antiberlusconismo;non ci sarebbe nessun motivo per disconoscere una forza politica nel momento in qui essa garantisce  a tutti,elettori e non, i diritti costituzionali.

Ovvio che questo non viene fatto. Coloro che non hanno votato per il governo in carica si vedono annullati qualsiasi volontà politica. Infatti, nel momento in cui si ricorre al voto di fiducia” pur di mantenere le promesse fatte agli elettori”,si ghettizza senza mezze misure chi non è stato sostenitore politico del Governo.

Se anche in Italia i giornalisti avessero il brutto vizio di fare domande come in America (cit. Marco Travaglio) avrebbero tante occasioni per farle : “ Signor Bossi lei sai cosa dice la Costituzione Italiana in merito alla sovranità del Popolo? Se si , riferendosi nei suoi discorsi al Popolo come fonte di potere illimitato, intende disconoscere la costituzione?”.

E’ veramente una sorte atroce e beffarda quella che coglie in questo momento l’ amato/odiato Bel paese, una nazione che qualche secolo fa aveva fatto della sua diversità culturale una bandiera da portare alta ed in modo orgoglioso.
Sembra che questi principi che hanno reso “grande” la cultura italica, siano ora completamente dimenticati ed abbandonati alle volontà vendicative di persone cieche ed ignoranti impossibilitate nella comprensione della società da loro stessi creata.
La profonda ignoranza culturale che in questo periodo pervade la popolazione italiana rende le persone cieche davanti all’immigrazione che, se ben regolamentata e gestita, può essere vista come una risorsa preziosa per il nostro paese.
Come sempre in queste occasioni c’è da rifarsi alla storia del nostro territorio, da sempre un crocevia di razze e culture diverse che hanno contribuito a plasmare quelle che sono le caratteristiche culturali ed identificative del popolo italiano.
Proprio questo incrocio di conoscenze diverse è stato l’artefice di una popolazione illuminata che nel periodo rinascimentale ha risvegliato la cultura, la scienza e l’arte in tutto il territorio europeo attirando menti e cervelli da tutte le nazioni verso la nostra penisola.
Evidentemente queste semplici nozioni di storia stanno sfuggendo ai piani di innovazione del ministero dell’istruzione visto che nessuno sembra più ricordarsene.
Bene quindi a classi di alunni delle scuole elementari e medie dove la presenza dello straniero è limitata ad un 35% come se si trattasse di un virus da tenere sotto controllo.
“Una classe con troppi stranieri limiterebbe l’apprendimento dei ragazzi italiani” questa la versione ufficiale di coloro i quali hanno avuto la brillante idea….. meglio relegare il diverso e lo straniero in aule differenti dove allevare le loro menti alla cultura dello schiavismo e del lavoro senza diritti, in fondo è questo quello che vuole questo governo.
Ecco quindi la spirale del titolo del post, una spirale di odio, violenza e razzismo che andrebbe interrotta ma che invece è continuamente alimentata da delle decisioni politiche inqualificabili.
Immaginate una scuola elementare dove la presenza dell’immigrato, odio profondamente questa parole in quanto ormai sinonimo di disprezzo, sia limitata al 35% nella aule di quelli che la società considera i nuovi virgulti italiani.
Il bambino, non ancora in grado di discernere il bene ed il male ma già perfettamente in grado di giudicare con insolita ferocia, vedrà inesorabilmente degli individui da cui tenersi a debita distanza, degli esseri da distaccare e trattare con disprezzo.
Generalmente in questi casi il compito educativo è appannaggio degli insegnanti e della famiglia ma purtroppo per noi in Italia abbiamo insegnanti poco preparati da questo punto di vista e famiglie fortemente predisposte al razzismo specialmente nelle zone dove queste presunte “belle idee” fioriscono ogni giorno.
Cercare l’integrazione con queste popolazioni evidentemente è uno sforzo mentale e culturale troppo grande per coloro che vorrebbero vedere l’immigrato lavorare nella “fabbrichetta” di famiglia senza diritti ma solo con tre doveri: accontentarsi di un basso salario, lavorare e rimane a debita distanza dalla nostra società idealmente perfetta.
Questo è inaccettabile in un paese che si dichiara evoluto e civilizzato……ultimamente ho dei seri dubbi su entrambe le definizioni.
Ecco che in questa fase di non educazione al rispetto abbiamo la formazione del razzista, in realtà possiamo, secondo il mio modesto parere, identificare ben tre tipi diversi di individui in questa categoria:
1. Il razzista puro: è colui che, ispirato da Calderoli, considera diverso l’essere umano che non proviene dalla padania, una sorta di arianesimo “de no altri”. Questa personalità tende ad escludere qualsiasi rapporto con esseri di “razza” diversa e predica l’intolleranza anche verso gli appartenenti alla propria nazione purché al di sotto del Po’.
2. Il razzista tollerante: questo tipo di razzista si nasconde dietro alla frase “a me non importa se vengono qua l’importante è che io non abbia a che fare con loro”, questa categoria è forse più spregevole della prima perché si nasconde dietro a un velo di apparente indifferenza verso il problema dell’immigrazione ma, alla prima occasione, lo si può trovare sulle bancarelle dei cinesi a sfruttare l’occasione di acquistare abiti a prezzo stracciato non curandosi della modalità di confezionamento dei capi evidentemente creati sfruttando persone più deboli.
3. Il razzista occasionale: in questa sottospecie il sentimento razzista si manifesta in caso di grandi avvenimenti o fatti di cronaca che risollevano il problema dell’immigrazione, lo si può vedere inveire in piazza contro qualsiasi nazionalità, diversa dalla sua, intenta a camminare tranquillamente sul suolo patrio.
Tutte queste specie diverse hanno in comune una profonda stupidità e una altrettanto preoccupante forma di “deficienza culturale”.
Lo schermo televisivo è il loro solo ed unico punto di riferimento e sono facile preda dei governi i quali, sfruttando le loro ridotte capacità di capire il tempo in cui vivono, li manipolano a piacimento.
Prendiamo il recente fatto di cronaca di Guidonia, immigrati che prima picchiano il ragazzo e poi stuprano la ragazza.
Le azioni commesse vanno condannate senza mezzi termini, senza sconti di pena o favori di tipo legale, i responsabili devono pagare per intero la loro pena; personalmente ritengo quelle persone non degne dell’appellativo di essere umano.
Quello che però lasci sconcertati è la reazione della popolazione locale e nazionale, lo scatenarsi di una specie di caccia alle streghe con folle pronte ad aggredire i colpevoli appena fuori da una caserma delle forze dell’ordine.
Possibile che non si riesca a capire che le “streghe” sono anche a casa nostra o forse presi dalla foga della ricerca di un capro espiatorio dimentichiamo i fatti del 31 Dicembre quando un ragazzo italiano, dopo un’intervista televisiva dove raccomandava ai suoi coetanei e compatrioti di non “fare cazzate”, si dilettava con uno stupro? “No, questo è un caso diverso” dirà qualcuno ” il povero giovane aveva bevuto, il ragazzo è scusato e poi una cazzata la si perdona a tutti” e no, mi dispiace, qui non si parla si semplici cazzate ma di questioni che segnano per sempre la vita di un altro individuo ma si sa lui è italiano e quindi ignorato dai media e, felice di un procedimento penale che lo porterà ad ottenere una pena infima ed inutile, sarà gettato nel dimenticatoio nell’arco di due o tre mesi.
Questa forma, tutta italica, di amnesia fa si che giovani ragazzi, poco più che maggiorenni, abbiano appiccato il fuoco su di un indiano di 35 anni giusto per provare emozioni forti, potevano provare sulle loro membra sicuramente le emozioni sarebbero state più intense.
Bene, volete la mia verità su questa società italiana dalla quale sto sempre più prendo le distanze?
Tutto si riassume in poche parole :CERTEZZA DELLA PENA.
Il delinquente in Italia è tutelato dagli stessi politici che, pur di salvare le loro flaccide chiappe da mafiosi e delinquenti (e non faccio esclusione per nessuna fazione, destra o sinistra che sia), si permettono di abbassare le pene per i reati di tipo finanziario.
Sarebbe leggermente troppo sospetto però decurtare le pene solo per questo tipo di reati quindi facciamo una bella riforma generale, togliamo la passibilità di entrare in prigione per i cosiddetti reati minori.
Peccato che i reati minori comprendano anche stupri, reati di pedofilia, furti ed addirittura omicidi se svolti in particolari condizioni e magari da soggetti incensurati.
I giudici e le forze dell’ordine, dal canto loro, hanno le mani legate da leggi ingiuste costruite in modo perfetto intorno agli individui da proteggere senza considerare gli effetti collaterali delle stesse.
Meglio quindi cacciare l’immigrato che ha commesso un reato con un inutile foglio di via che non verrà mai rispettato piuttosto che modificare le leggi che salvano il fondoschiena di quelli che siedono nelle dorate poltrone di camera e senato.
Quindi cari italiani per un attimo mi sento in grado di dare un consiglio a tutti voi, smettete di dimostrare tutta la volta ignoranza verso coloro che hanno sbagliato ma in più hanno la colpa di essere stranieri, scendete piuttosto in piazza per esigere le teste di coloro( leggi politici) che da sempre rendono le strade meno sicure per salvaguardare il loro prestigio personali ed i loro sporchi e luridi interessi.
In questi casi citando Gaber: Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono…

Gli Israeliani bombardano i Palestinesi affinchè in futuro ci sia una generazione migliore . In questo modo Hamas non ci sarà più. Perchè la colpa è di Hamas che fa crescere bambini soldato .Invece l’educazione è importante. Bisogna educare le nuove generazioni alla pace. Questo è ciò che ha detto ieri sera un ragazzo Israeliano ad Anno Zero. Palesemente il ragionamento va a senso unico. Quale esempio di buona educazione può essere per i bimbi israeliani 1000 e passa di morti palestinesi?