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La politica dei sempliciotti gode di ottima salute, curata con ufficio stampa e spot televisivi detti tiggì.
L’apparato industriale in tempo di guerra funziona unicamente per produrre armi,sacrificando gli altri bisogni di cui il popolo necessita; allo stesso modo la stampa nostrana sforna articoli o servizi per coprire,sminuire, ingigantire se fa comodo, le gaffe dei nostri Onorevoli. La parola chiave di una certa Stampa è “emozionare”, tralasciando implicazioni con i Fatti. Informare, con la I maiuscola ,è superfluo.

Giornalisti e uomini di Destra non reputano necessario usare il raziocinio nell’analisi della realtà. D’altronde, le gocce di sudore necessarie a fare politica, o a fare il proprio lavoro dignitosamente, in Italia non sono poi così richieste. E’ necessario individuare le parole con le quali demonizzare il capro espiatorio del momento e usarle a mò di prezzemolo; sfruttare il maschilismo imperante e dar sempre di sé la figura del latin lover; farsi forte con i deboli , mentre si emanano leggi che proteggono i prepotenti.

La vasta gamma di vocaboli di cui gode la lingua italiana non è ,tuttavia ,sufficiente.
Si ricorre a servizi televisivi strappalacrime e melodrammatici, nella speranza di indurre il telespettatore a sentirsi vittima del caos mondiale. E l’uomo spaventato ,si sa, diventa sciocco.
Si ricorre ad articoli che tocchino le corde emotive del lettore. Spesso centrano l’obiettivo, altre volte le uniche corde che toccano sono quelle dell’Indignazione.

Ad avere un minimo di senso critico ci si indigna a leggere questo articolo :

Una giornata con il leghista Salvini. La politica secondo Matteo

La Lega sa bene che i voti del meridione contano.Per ottenerli ha dovuto congegnarsi. Dal cappello magico dell’alleanza con Berlusconi è riuscita a unire l’Italia contro il nemico straniero.
Nel frattempo, ha reso latente l’ anti-meridionalismo per cui è nata,confinandolo nei propri comizi.

Ciò che è latente diventa manifesto prima o poi, e in questo caso si ricorre alla stampa Berlusconiana, sempre pronta a soccorrere in aiuto del compagno di Governo.

L’articolo di Carmelo Abbate ovviamente è una pillola per addolcire il sapore amaro che lascia in bocca il seguente video:

Salvini coro contro i napoletani

Matteo Salvini lo vidi per la prima volta a “Tetris“ (LA7). La tentazione di considerarlo un politico quantomeno ragionevole è forte. Devo ammetterlo la sua estetica da “bravo ragazzo “ confonde per chi non conosce i retroscena del suo agire politico.
Oddio! “Retroscena” è una parola grossa.
E’ vero Salvini è un “politico non qualunque”.
E’ vero le sue proposte fanno discutere. Non per l’originalità,ahinoi!, quanto piuttosto per la mancanza di essa.

“Un popolo affamato fa la Rivoluzion”, cantava Rita Pavone. Quello che è sicuro è che in Italia la Rivoluzione non si farà mai. Non per mancanza di coraggio, ma per semplice menefreghismo. Tuttavia in mancanza di rivoluzione, abbiamo dei rivoluzionari, come Matteo Salvini. O meglio, vorrebbero farci credere che sotto l’aria acqua e sapone si nasconda un piccolo rivoluzionario.

Un Robin Hood che pensa di risolvere i conflitti inter-culturali adottando misure sconfitte dalla Storia, come selezionare l’utenza dei mezzi di trasporto in base all’origine etnica.

La viscerale passione per la politica di Salvini nessuno la mette in dubbio. Tuttavia, qualcuno dovrebbe informarlo che non è sufficiente propinare l’ideologia vecchia di inizio novecento ai contemporanei per essere un politico degno di nota. Ne tanto meno essere tifosi del Milan è un merito politico. E non lo è avere una “carriera universitaria sfortuna”. Non dovrebbe. Ma se pensiamo che la maggioranza degli studenti Italiani concludono gli studi in avanzata età, si verifica un fenomeno di empatia tra Salvini e il suo “popolo”.

La trincea politica dell’ On.Salvini io la rispetto. Tuttavia, qualcuno dovrebbe ricordargli che essendo parte del Parlamento, rappresenta il popolo italiano e non i Milanesi.

“Quando non è al parlamento europeo è qui , fra la sua gente. Probabilmente li conosce tutti (o quasi) per nome e cognome “. Immagine idilliaca, sembra una descrizione tratta dalla Bibbia. Uno di quei racconti in cui Gesù appare in tutta la sua misericordia verso i deboli e gli affamati.

Matteo Salvini non può essere un fanatico, come molti pensano. Abbate infatti ci illumina sui suoi gusti letterari e musicali, tendenti a sinistra. Uno che legge Giorgio Bocca e che ascolta l’anarchico De Andrè non può essere quel “fascistone” che molti credono.

Ovviamente,l’articolo si conclude con la citazione dei cavalli di battaglia della Lega: sicurezza,immigrazione,lavoro.
Come a dire, Matteo Salvini avrà anche cantato quei cori contro i napoletani ( e non contro i tifosi napoletani,come afferma Abbate), ma ricordate la criminalizzazione dello straniero che ha messo in scena lui e il suo partito per il suo “Popolo”.

Chi non avesse letto la mia opinione in merito al “popolo” può cliccare qui : Politica italiana,tra Populismo e Megalomania.

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La storia moderna dei drammi umani ha sempre inizio con un megalomane dalle indubbie capacità oratorie che ricerca nel fanatismo della folla un riscatto personale.
I grandi dittatori sono accomunati da un infanzia turbolenta che, non favorendo lo sviluppo di sentimenti quali la compassione, li rende spietati.

Per una breve analisi psicoanalitica di Hitler , Mussolini e del nostro Premier potete cliccare qui:  Berlusconi e il disturbo vincente. Intervista allo psichiatra Luigi Cancrini

Per capire i meccanismi che non favoriscono lo sviluppo di sentimenti caritatevoli potete cliccare qui: La psiche di Hitler

Un alto soggetto politico che manca di pietà è la Lega. Il disturbo dei Padani doc non ha probabilmente origine nell’infanzia ,essendo piuttosto un problema fisiologico : impegnati ad “averlo sempre duro” il sangue non ha mai avuto la possibilità di circolare nel cervello.(!) Poverini! C’e’ da capirli!

Ovvio che infanzia, megalomania e spietatezza considerati nella loro singolarità non producono catastrofi umane.
La frittata è fatta quando i soggetti sopraccitati ,quatti quatti, s’affacciano sul panorama politico, riescono ad ottenere la maggioranza politica e placano la loro sete di potere legiferando in nome del “popolo”.

Il pensiero di Umberto Eco in merito al “popolo” ,che ho riportato nel mio penultimo post, è illuminante :

Componimento in pseudo versi in Materia di Pseudo Sicurezza Celodurista

Il gruppo di cittadini componenti la maggioranza si tramuta in “popolo” nel momento in cui aderisce in maniera acritica a decisioni imposte dall’Alto.La storia insegna molto: chi ricorre all’espediente della “volontà popolare insindacabile” lo fa nell’intento di delegittimare la controparte. Se fossimo in una sana democrazia questa sarebbe un’anomalia; se fossimo in un Paese con coscienza critica verso le proprie vicende storiche, l’anomalia non si creerebbe tanto facilmente.

Il Popolo dalla memoria corta avrà sicuramente quella caratteristica che la Politkovskaja attribuisce ai Russi : “servilismo congenito”.

Il pensiero dell’Italia mediocre non considera affatto un’ umiliazione la servitù  purché sorretta da nobili motivi:
• Votare un Partito che invoca Libertà ,salvo poi considerare “facinorosi” chi non la pensa come loro
• Votare per un leader che difende la necessità della propria ipocrisia, dividendosi tra “family-day” e Harem.
• Votare per una coalizione talmente sensibile alle capacità intellettive del popolo che ,pur di non stravolgergli la vita, adopera argomenti politici scritti dai tronisti di “Uomini e Donne”

“ …Insieme a un grandissimo allargamento della Democrazia,divenuta per la prima volta una democrazia per i poveri ,per il Popolo”. Se credete che vi ho riportato la frase di un comizio leghista, nulla di più sbagliato. E’ quello ”sporco comunista “del Signor Lenin che parla così in “Stato e Rivoluzione”.
Vediamo la continuazione del discorso: “…e non una democrazia per i ricchi, la dittatura del proletariato apporta una serie di restrizioni alla libertà degli oppressori ,degli sfruttatori,dei capitalisti [….]Democrazia per l’immensa maggioranza del popolo e repressione con la forza,vale a dire esclusione della democrazia per gli sfruttatori,gli oppressori del popolo [….]”.

Dunque, come si può notare, la repressione verso quella che viene considerata una minoranza non è un male, purchè ci sia maggiore libertà per il “popolo”.

La Lega ovviamente non fa riferimento alla “dittatura del proletariato” ,ma ha più volte mostrato la propria noncuranza verso diritti fondamentali dei più deboli come,per citarne uno, il diritto d’asilo.

La Lega non ha mai parlato di repressione con la forza ma nel contempo preoccupa il silenzio della stessa verso chi commette atti violenti di razzismo.
Inoltre, gli stessi componenti del Partito del nord non brillano in quanto a rispetto verso il “diverso” . E se non sono loro in prima persona protagonisti di bizzarre situazioni,difendono chi lo è. Un esempio: Bossi difende Matteo Salvini e la sua canzonetta da osteria. Cliccate qui

Salvini e il coro contro i napoletani
Pd: «Si dimetta». Ma Bossi lo difende

L’articolo 1 della costituzione Italiana dice ” la sovranità appartiene al popolo,che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.   A mio avviso, gli aspetti da considerare sono due.                                                                                      L’azione popolare circoscritta all’interno di determinate “forme” e “limiti” vuole evitare che si verifichi una “dittatura della maggioranza”. Vi sono diritti inalienabili che non possono essere lasciati in balia degli istinti popolari ;vi sono diritti che non possono essere violati perchè un gruppo numericamente maggioritario lo decide. Se così fosse, non vivremo più in uno Stato equo, ma in una forma di governo in cui vige la “legge del più forte”.

Altro punto fondamentale: se l’articolo 1 venisse applicato ala lettera non si verificherebbero fenomeni quali l’antiberlusconismo;non ci sarebbe nessun motivo per disconoscere una forza politica nel momento in qui essa garantisce  a tutti,elettori e non, i diritti costituzionali.

Ovvio che questo non viene fatto. Coloro che non hanno votato per il governo in carica si vedono annullati qualsiasi volontà politica. Infatti, nel momento in cui si ricorre al voto di fiducia” pur di mantenere le promesse fatte agli elettori”,si ghettizza senza mezze misure chi non è stato sostenitore politico del Governo.

Se anche in Italia i giornalisti avessero il brutto vizio di fare domande come in America (cit. Marco Travaglio) avrebbero tante occasioni per farle : “ Signor Bossi lei sai cosa dice la Costituzione Italiana in merito alla sovranità del Popolo? Se si , riferendosi nei suoi discorsi al Popolo come fonte di potere illimitato, intende disconoscere la costituzione?”.

“Rendiamo grazie al Ministro Maroni che ha bloccato i flussi dalla Libia.Vari governi ci avevano provato ma nessuno ci è mai riuscito.”
Federico Bricolo,Lega Nord

Rendiamo grazie
anche a Franco e Mussolini e a Dittatori
che son riusciti a compiere strabilianti opere d’Azione.

Perché no?

Hanno steso tappeti rossi all’Uomo d‘Azione
e viscerali spettatori dalle sclerotiche dita applaudono e lanciano voti.

Il Celodurista tra acrobazie e ricatti governativi ingoia diritti, risputa il sapore di Tempi Passati, e si vanta : chi come lui si inchina quel tanto da poter “parlare alla pancia della gente“?

E Voi!Comunisti,cinesi, e membri della sinistra-desiderosa-di-sbarchi
badate a chiudere la bocca: la bontà di Stato
ha in riservo anche per Voi un Permesso a Crediti.

Il premio finale è una valigia colma d’odio che vi verrà consegnata dalle Ronde della Guardia Nazionale Italiana.

Avrete inoltre l’onore di autografare “un patto di integrazione” nel momento in cui farete richiesta del Permesso. Ed il BelPaese vi contraccambierà con un piedistallo d’onore : quello dello Spaventapasseri.

E vi persuaderanno: il 10%,il consenso, Padania libera, le Nostre Città,la Nostra Sicurezza,la nostra Novità,la Stampa contro ma Noi abbiamo il Popolo dalla nostra parte.

“In realtà il “popolo” come espressione di una sola volontà e uguali sentimenti,forza quasi naturale che incarna la morale e la storia,non esiste. Esistono dei cittadini, che hanno idee diverse, e in regime democratico (che non è il migliore ma, come si dice, gli altri sono tutti peggio) consiste nello stabilire che governa chi ottiene consensi dalla maggioranza dei cittadini .Non dal popolo,da una maggioranza,che talora può essere dovuto non al computo delle cifre ma alle distribuzioni dei voti in un sistema uninominale …..” U. Eco

Io mi domando : quanti secoli dovranno ancora suonare affinché “Popolo” rimanga logorato fra le bave di carogne politiche , folgorate nell’istante stesso in cui dalle loro labbra uscirà “Popolo“ . Quanti secoli?

Hanno sodomizzato le coscienze,le han reso cieche ,masturbando l’immaginario Italico, affogandolo in campi di pallone e in perizomi da veline individuando un nuovo Nemico,non Ebrei,non Negri ma Clandestini.

I comunisti mangiavano i bambini, loro li han reso invisibili.
Il pasto divorato nel silenzio dell’inesistenza non turba il fanatismo delle coscienze e li solleva dal fardello psicologico dell’esistenza di altre realtà.

Invieremo i Ministri di questo Orrore a spiegare ai bambini chiaro- scuri l’ipocrisia del BelPaese tra Mito dell’Accoglienza ,Mito della Pietas e Vanitosa Mediocrità.

Per vietare il matrimonio tra Sporchi Clandestini e Puliti italiani han dovuto mettere su il teatrino Vespiano, hanno intellettualizzato il Divorzio per rendendolo una questione di Sicurezza Pubblica e di Offesa alla Sensibilità di Cattolici PluriDivorziati .

Ed ora, che son “Cattivi” chi ci salverà dalla Cattiveria e Dal disagio sociale delle prossime generazioni, non leghiste, ma Straniere?

“Non è la permanenza in un luogo a definire un individuo,ma il sangue che gli scorre nelle vene : sono i geni che ereditiamo da i nostri genitori a determinare il nostro modo di pensare e di agire”. Questa è la credenza di un giovane leghista. Viene, dunque, naturale chiedersi per quale motivo loro non vanno in giro coperti da sane foglie di ficus, se è vero che nulla cambia e noi ci limitiamo ad eseguire gli atteggiamenti dei nostri genitori.

L’uomo “puttaniere” non pecca nel gesto ma nella concezione,secondo la quale con i suoi soldi non fa uso della dell’organo sessuale femminile ma della dignità.

L’uomo “puttaniere”, ahimè, realizza in maniera concreta l’ ideologia maschilista. E’ un estremista che ha figli minori: uomini che non hanno rapporti con le sex – workers, ma convinti che il machismo definisca la virilità.

I figli minori fan presto a dire “puttana” e s’illuminano della luce immacolata della santità con qualunquismi giustificatori: la donna provoca.

La donna non può provocare, non può essere affetta da “machismo“, e pecca nel desiderare il piacere. Come sottolinea il post di “femminismo a sud”: Ce l’abbiamo nel sangue:ovvero la fica come strumento del potere.

Noi donne sappiamo riconoscere lo sguardo del “puttaniere”
Ridimensioniamo : noi donne “puttane”, noi che non ammettiamo inquisizioni sul come e sul quanto “godere”,sappiamo riconoscere lo sguardo del “puttaniere“.

Noi,altre no.
Altre donne, donne di partito, donne comuni, sembrano aver bisogno della visione patriarcale.

Il femminismo per le pseudo – donnette è robetta da rivoluzionarie sognatrici.

Il puttaniere ha lo sguardo immobilizzato nell’istante in cui estrae il fallo a mò di spada, e anziché salvare la principessa,prova il piacere di “aversela comprata“.

Non si può far nulla, il “puttaniere” ha quello sguardo lì ,ovunque vada:
è la cosiddetta “faccia da porco”.

Si da il caso che un individuo del genere ,che a quanto pare è molto votato ed anche molto apprezzato nella nostra Italia o quanto meno merita sempre il nostro perdono, abbia incrociato la mia strada.

Lo osservo con discrezione, viene verso di me, prende posto vicino al mio tavolo,accompagnato da una signora.

Si, lui aveva proprio quello sguardo.

Una sessantina di anni,pelle bianca porcellana e cuore nero,capelli bianchi come la camicia, pantaloni blu scuro,scarpe blu e bianche. Non una piega nel vestiario.

Lo sguardo lo tradisce e il livello culturale trapela non solo dal pensiero ma anche dalla grammatica naif.

I tavoli del ristorante sono vicini quanto basta per rendersi partecipe dei discorsi altrui. A meno che non si abbia l’accortezza di moderare il tono.
Evidentemente il signore maceratese è al di sopra delle norme di buona educazione.

I ravioli con speck salvia e pinoli si godono meglio senza doversi subire un Berlusconi di noi altri.
Mr. Disprezzo era probabilmente convinto di essere a un comizio stile Circolo della Libertà, ma io non sono il pubblico della Brambilla e rimango sempre allibita della retorica fumosa e mal costruita(e se fossimo ancora al tempo del fascismo la Brambilla starebbe a casa a generare bimbi, seguendo ciò che il fascismo riteneva fosse doveroso per le donne).

Tra una forchettata e l’altra ,i semicerchi di sudore sotto la ascelle s’allargavano man mano che il signorotto si gonfiava il petto con l’ impresa trionfale del Premier : aver sconfitto la sinistra (e dati i tempi che corrono basta un soffio di vento).
“La sinistra dovrebbe solo vergognarsi ancora non ha capito che l’anti- berlusconismo non paga dovrebbero chiedere scusa e questo che gli elettori vorrebbero sentirsi dire ..” .

E grondava sudore in maniera imbarazzante.

E con convulsa verbosità teorizzava sui ballottaggi,sui comunisti, su quelle maledette città italiane piene di comunisti,sui comunisti che difendono quegli sporchi immigrati.

“Sono stato a Bologna e sai cosa fanno quei comunisti difendono un cinese..un albanese..non si può proprio andare in quei luoghi, è pieno di loro (stranieri) e di comunisti”

Ed ancora: un albanese che si occupa di non so cosa, che va a Tirana per gestire i suo sporchi affari, e poi ritorna qua,e poi tanti giri che un albanese,in quanto tale, non si dovrebbe permette di fare.

E Mr. Disprezzo vomita la parola “Tirana” ,la capitale dell’Albania, vestendola della propria sottocultura ed erigendola a capitale dell’albanese tanto funzionale a lui e a quelli come lui per quel viscerale senso di superiorità per cui si autocelebrano.

Mr. Disprezzo deve aver roteato gli occhi attorno. Deve essersi sentito protetto nel suo ristorantino tanto pulito. Si, pulito da “un cinese” e da “un albanese“.

Evidentemente io con la mia camicetta Benetton ero troppo simile a lui per essere “un albanese”.

Comizio stile “Circolo della libertà” : Piero Ricca vs Michela Brambilla.

La Repubblica di oggi ha dedicato un intera pagina alla vittoria di Vladimir  Luxuria.

Vari personaggi pubblici sono stati intervistati per dare la loro opinione su questo avvenimento “pseudo-politico”.

Lella Bertinotti (moglie di Fausto Bertinotti)  elogia l’ex parlamentare per essere riuscita a far riflettere su temi sensibili.

Elisabetta Gardini (PDL) esprime un concetto sottile. E’ contenta che Luxuria abbia vinto l’isola, ma si preoccupa di come programmi popolari ospitino gente che ritiene che i sessi siano cinque e non due. Quindi?….Diplomazia che scade nel ridicolo.

Paolo Ferrero (PRC)  vorrebbe che Vladimir si candidasse per le elezioni europee, per lui questa vittoria è un segnale chiaro di apertura mentale della società italiana.

Stupisce come ormai temi importanti quali l’orientamento sessuale possano essere trattati solo quando un transgender vince un concorso in tv.

E sopratutto stupisce come spesso il mondo politico (in questo caso Sinistra) non riesca più a trarre ispirazione da se stesso. I temi vengono proposti dalla Tv ( e diciamolo…tv un pò trash) e subito il politico di turno coglie l’occasione per ribadire la sua piena adesione.

L’apertura mentale ? ….Forse qualcuno avrà capito che in fondo tutti siamo “umani”.  Ma sperare in una sconfitta dei pregiudizi, o paragonare Vladimir  Luxuria a Obama (Liberazione) mi sembra un pò azzardato.